Treviglio (Bergamo, Italia) 2006
Il progetto si è posto l’obiettivo di ridisegnare un “nodo” del tessuto urbano che oggi risulta essere “opaco”, nascosto, “afono”, che invece, come è giusto, dovrà divenire noto, dovrà ricomincerà a “parlare”, a dire “Io sono”, “Io sono qui, per te”. Da questo nodo si deve dipanare una rete di relazioni atte a riqualificare la presenza sul territorio della Chiesa, della sua funzione, che oggi risulta poco evidente, poco leggibile.
Abbiamo voluto parlare con una grammatica moderna una lingua antica, abbiamo cercato una Forma nuova ad un bisogno arcaico, inevitabile, necessario, quello dello Spirito.
Le suggestioni del progetto:
– Pensare la Chiesa come radunanza, assemblea, contenitore di Comunità che in esso si convoca e esso si riconosce.
– Scegliere un materiale naturale, il legno (involucro), che conduce ad un rapporto diretto con la Terra, con un suo frutto, l’albero che è memoria radicata e slancio verso il cielo, verso la speranza.
– Modellare una forma morbida, quasi sferica, che accoglie in un abbraccio, che protegge dolcemente, come la madre i suoi figli.
– Aprire verso l’alto, protendersi come a cercare il rapporto verticale, quello necessario per l’Uomo in cerca del Padre, colui che indica, suggerisce, rivela.
– Imporre la presenza maestosa, la bellezza sublime della Madre, la Madonna, che diviene segno imperioso nello strascico del suo velo, il Campanile.
© 2015 Marco Percassi
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